Multe autovelox – i comuni non dichiarano l’impiego delle somme derivanti da multe autovelox

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somme derivanti da multe autoveloxMulte autovelox – anche quest’anno i comuni non dichiarano l’impiego delle somme derivanti da multe autovelox.

Il dubbio che i comuni, col disinteresse dello stato, utilizzino questi mezzi di rilevamento delle infrazioni stradali (multe) più per rimpolpare la cassa che per opere collegate alla sicurezza stradale rimane.

Dopo l’interessante inchiesta di quattroruote sulla destinazione delle somme derivanti da multe autovelox bisogna segnalare che anche per l’anno in corso le cose non cambieranno.

L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in data 20 maggio 2015 ha rilasciato un comunicato con il quale dichiara che anche quest’anno i comuni non dichiareranno allo stato come sono stati utilizzati i proventi delle multe stradali.

In base alla Legge 120/2010 di modifica all’art. 142 del codice della strada, per mezzo del quale sono introdotti i commi da 12 bis a 12 quater, a sua volta modificati dalla d.l. 16/12, viene stabilito l’obbligo per gli enti locali (sia i proprietari delle strade sia l’ente da cui dipende l’organo accertatore) di impiegare le somme derivanti da multe autovelox per interventi volti alla sicurezza stradale.

Si legga la norma: ”12-ter. Gli enti di cui al comma 12-bis destinano le somme derivanti dall’attribuzione delle quote dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al medesimo comma alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti, nonché al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale, nel rispetto della normativa vigente relativa al contenimento delle spese in materia di pubblico impiego e al patto di stabilità interno”.

Ai sensi dell’art 12 quater, delle modalità d’adempimento di tale obbligo deve essere effettuata comunicazione annuale ai ministeri competenti, in difetto sia di comunicazione sia di corretto impiego delle somme derivanti da multe autovelox, la somma di spettanza dell’ente inadempiente sarà decurtata del 90%, oltre a una possibile segnalazione alla corte dei conti.

L’articolo afferma: ”12-quater. Ciascun ente locale trasmette in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza di cui al comma 1 dell’articolo 208 e al comma 12-bis del presente articolo, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. La percentuale dei proventi spettanti ai sensi del comma 12-bis è ridotta del 90 per cento annuo nei confronti dell’ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di cui al primo periodo in modo difforme da quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 208 e dal comma 12-ter del presente articolo, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze. Le inadempienze di cui al periodo precedente rilevano ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale e devono essere segnalate tempestivamente al procuratore regionale della Corte dei conti.

La normativa in esame dispone, ovvero l’art.25, comma 2, L. 120/2010, che la modalità di trasmissione di tale comunicazione deve essere stabilita con successivo decreto interministeriale ad oggi, però, non ancora emanato.

Su tale assunto, la mancata emanazione del decreto interministeriale che stabilisca le modalità di comunicazione della relazione sull’impiego delle somme derivanti da multe autovelox, l’ANCI basa l’insussistenza di tale obbligo in capo ai comuni.

Tale nota interpretativa dell’ANCI, a parere di chi scrive, non effettua però una lettura completa della normativa richiamata, infatti, il comma 16 dell’art. 4 ter del Decreto Legge, conv. Con legge n.44 del 26 aprile 2012, dispone che “il decreto di cui al comma 2 dell’articolo 25 della legge 29 luglio 2010, n. 120, è emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. In caso di mancata emanazione del decreto entro il predetto termine trovano comunque applicazione le disposizioni di cui ai commi 12-bis, 12-ter e 12-quater dell’articolo 142 del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285”.

In altre parole dalla lettura della normativa, l’interpretazione dell’ANCI, che formalmente raccomanda di destinare comunque le somme secondo legge, appare finalizzata a celare il reale impiego delle somme derivanti da multe autovelox, corroborando in tal modo il persistente sentire comune dei cittadini, ovvero che in realtà tale somme siano impiegate più per coprire buchi di bilancio che migliorare la sicurezza stradale.

Sulle inadempienze riguardo al reale impiego delle somme derivanti da multe autovelox dovrebbero vigilare sia lo stato sia la Corte dei conti, che sicuramente avrebbero vita più facile avendo a disposizione la relazione sull’impiego delle somme. Certo, nulla vieterebbe ai comuni, in attesa del decreto interministeriale, ad esempio, di redigere la relazione e inviarla lo stesso ai ministeri, o comunque, pubblicarla tramite i propri albi.

Ad ogni modo, considerando che il comunicato dell’ANCI viene rilasciato identico da tre anni a questa parte c’è poca speranza che qualcosa cambi, con buona pace della trasparenza nei confronti della cittadinanza e, molto probabilmente, del miglioramento della sicurezza stradale.

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